Sudafrica: nell’università che fu il tempio dell’apartheid la crociata dei neri per parlare l’afrikaans, la lingua dei dominatori

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William Sezoe lo sa bene: l’afrikaans, la lingua degli oppressori bianchi, è quasi morta, eppure lui – nero – si batte per tenerla in vita. E’ molto apprezzato per gli interventi su giornali e siti e dopo la laurea progetta di tornare nel borgo di pescatori di Velddrif, a insegnare afrikaans ai ragazzi. Ora studia a Stellenbosch, che è una cittadina ad un passo a Città del Capo, nota per i vini e per la prima università fondata in Sudafrica.

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