L’Fbi perquisisce la tenuta di Trump in Florida. L’ex leader: “Attacco alla mia candidatura”

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L’Fbi è andata nel resort di Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida. È stato lo identico ex presidente degli Stati Uniti – che non era in casa – a rivelarlo con un lungo comunicato: “La mia residenza è attualmente sotto assedio, occupata da un esteso gruppo di agenti Fbi”. Il raid, ha seguente, è stato fatto “senza essere annunciato”. Trump ha parlato di “tempi oscuri per la nostra nazione”. Secondo la Cnn, l’Fbi ha portato via scatoloni pieni di documenti.

Parte l’inchiesta penale contro Trump: “Ha pianificato l’assalto al Congresso”

dalla nostra inviata

Anna Lombardi

27 Luglio 2022

Quello che è successo in Florida è un avvenimento senza precedenti: mai gli agenti federali avevano fatto irruzione nella residenza di un ex presidente, ma il resort del tycoon non è mai stato un luogo come un altro: è qui che il presidente si era ritirato dopo aver lasciato la Casa Bianca, nel gennaio 2021, ed è qui che aveva fatto portare un treno di scatole e scatoloni contenenti documenti che dovevano essere consegnati alla Library di Stato, gli Archivi americani che conservano tutti gli atti e documenti della Casa Bianca.

Da mesi i legali di Trump stavano lavorando con le procure per chiarire il motivo di quel trasferimento di documenti. Il blitz è avvenuto poche ore dopo l’incontro tra l’ex procuratore federale John Rowley, che ora rappresenta Trump, con uomini del dipartimento di Giustizia. Ma negli ultimi giorni hanno registrato un’accelerazione anche le inchieste che riguardano il coinvolgimento del tycoon nell’insurrezione del 6 gennaio 2021 e nel tentativo di sovvertire in Georgia il risultato elettorale delle presidenziali del 2020.

“È una persecuzione – ha attaccato Trump – la strumentalizzazione del sistema giudiziario, l’attacco da parte dei democratici radicali di sinistra che disperatamente non vogliono che mi candidi alle presidenziali del 2024, prima di tutto dopo quello che hanno detto gli ultimi sondaggi”.

Trump ha parlato di “attacco che poteva avvenire solo in un Paese del Terzo mondo”. “Purtroppo – ha seguente – l’America è diventato uno di questi paesi, arrivato a un punto di corruzione che non si era mai visto”. L’ex presidente ha fatto un paragone con lo scandalo Watergate, ribaltando i piani: “Lì avevano fatto irruzione nella commissione democratica, qui, invece, sono i democratici che hanno fatto irruzione in casa del 45° presidente degli Stati Uniti”.

Il tono della persecuzione politica torna nelle parole di Trump, che ha accusato ancora Hillary Clinton di aver “cancellato 33 mila email”. “Si era portata via – ha continuato – mobili antichi e altri oggetti dalla Casa Bianca”. Trump ha riaffermato il suo ruolo di oppositore della “burocrazia corrotta d’America”, di colui che “restaurerà il potere del popolo” in nome del “nostro Paese, come mai abbiamo visto finora”.

Se l’America aspettava l’annuncio della candidatura di Trump alle presidenziali del 2024, forse il blitz dell’Fbi ha accelerato i tempi.  La “caccia alle streghe” evocata a ogni atto della magistratura ora diventerà la colonna della sua campagna elettorale.

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