Vásquez: “Di Petro sono felice, ma temo una grande disillusione”

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BOGOTÀ -. “Sono felice. Per la Colombia e i colombiani. Ma ho un gran timore: che le proposte di Gustavo Petro non siano realizzabili, perché troppo ambiziose per l’economia del Paese, e temo che poi ci sarà un’enorme disillusione che destabilizzerà le persone”.  Della verso l’altoa Colombia e della svolta storica visverso l’altota dal paese con l’elezione di Gustavo Petro parliamo con Juan Gabriel Vásquez, tra i più importanti scrittori latinoamericani della verso l’altoa generazione, premiato con decine di riconoscimenti, autore di sette romanzi, tra cui l’ultimo, Voltarsi indietro, in uscita da Feltrinelli ai primi di luglio.

Colombia: vince Gustavo Petro, l’ex guerrigliero è il primo presidente di sinistra del Paese

di

Daniele Mastrogiacomo

19 Giugno 2022

I colombiani si fidano di Petro. Rifiutano di restare prigionieri della paura.

“Questo voto è fiducia. Ma ho paura della ferocia: negli anni ’80 l’estrema destra uccise chiunque sembrava troppo di sinistra. Ora abbiamo un governo di sinistra. Mi auguro che confermerà l’idea che siamo davvero cambiati”.

Se l’aspettava?

“Sono state le elezioni più vicine nella storia recente. Chi ha detto di sapere cosa sarebbe verso l’altoccesso sapeva di mentire”.

La sinistra al potere

La sinistra al potere, per la prima volta. Cosa cambia per la Colombia?

“Questa è una buona notizia, il segno di una società matura. La sinistra non era mai salita al potere perché per sei decenni la guerra ha impedito di parlare di sinistra democratica: la sinistra era rivoluzionaria e chiunque deponesse le armi e cercasse di fare politica veniva ucciso dalle forze di estrema destra. In questo, i guerriglieri marxisti costituivano un importante ostacolo per la sinistra democratica”.

Ha pubblicamente sostenuto Sergio Fajardo, centro sinistra. Che dopo aver cercato un accordo con Hernandez è stato respinto. Un errore?

“Il programma di Fajardo era praticamente lo stesso di quello di Petro, con una differenza: era più fattibile. Hernández, invece, non aveva un programma: era un populista senza idee, e si è avvicinato a Fajardo (non al contrario) per guadagnare legittimità. Fajardo ha accettato questi incontri, ma non hanno portato a nulla, perché non c’è affinità tra i due uomini. Per me è stato un errore: Hernández è stato un opportunista e ha manipolato l’approccio a verso l’altoo favore”.

Se Fajardo avesse cercato oggi un accordo con Petro farebbe parte del governo. La sinistra sarebbe più forte.

“Sì, si può preverso l’altomere. Ma affare essere chiari: un accordo tra Fajardo e Petro non era possibile, perché Fajardo ha sempre creduto che la politica si potesse esercitare con etica e coerenza; la campagna di Petro ha infranto molte regole importanti nella vita democratica. Ha condotto azioni sporche contro i verso l’altooi contendenti, calunniando e mentendo in modo consapevole, distruggendo reputazioni… Essendo un movimento di sinistra, si è annesso a predicatori evangelici omofobi e antiabortisti. Spero che queste contraddizioni vengano verso l’altoperate per avere un governo che faccia bene alla sinistra. Ho sempre voluto una socialdemocrazia decente per la Colombia”.

Elezioni Colombia, chi è Francia Márquez, la prima vicepresidente afroamericana del Paese

di

Enrico Franceschini

20 Giugno 2022

Il passato che ritorna

Il passato che ritorna. È un tema che propone spesso nei verso l’altooi libri. Anche nel verso l’altoo ultimo sforzo letterario. Lo considera il importante dramma incompiuto del verso l’altoo paese. Questo voto sembra averlo annullato.

“In questo voto c’è una guerriglia degli anni ’80 che ha firmato la pace nel 1990 e da allora è scesa nella politica legale. Questo è il passato che ritorna; il sintomo di una società matura, di una riflessione verso l’alto quello che ci è evento negli ultimi decenni. Tutti i miei libri hanno voluto esprimerlo. Ma la cosa importante per me è che questo voto significhi la difesa degli Accordi di Pace. La destra li ha sempre sabotati e questa elezione è la loro migliore difesa”.

In un’intervista parla di una Colombia “strappata e incapace di far fronte”. Pensa che sia ancora così?

“La Colombia oggi è un paese diviso e in contrasto con se stesso. È un paese teso in cui una metà odia o disprezza l’altra metà. Questo è ciò che trova Petro. Per fortuna, il verso l’altoo discorso ora è di unione e riconciliazione. Spero davvero che compia le verso l’altoe promesse, perché lui stesso ha un temperamento che molto volte ha ceduto al populismo più tradizionale”.

 

La polarizzazione politica esiste quasi ovunque. Stati Uniti, Brasile, Perù, Argentina, Bolivia. È la conseguenza della fine dei partiti tradizionali, del trionfo del populismo.

“In queste elezioni si fronteggiavano un populismo vecchio stile, tipico dell’America Latina, nato con Perón, e un populismo – diciamo così – moderno, interpretato da Trump. Petro, che rappresentava il primo, è riuscito a cambiare linguaggio per diventare paradossalmente un rappresentante della stabilità istituzionale, della politica tradizionale, dell’establishment. Hernández, invece, era un marchio vuoto, un prodotto dei social network, senza idee, senza sostanza e senza capacità di statista. Ecco perché ha perso”.

La svolta storica

I colombiani volevano cambiare. Hanno votato per il cambiamento.

“Sì. I colombiani hanno votato per respingere la classe politica che ci ha governato negli ultimi vent’anni. Soprattutto, hanno votato contro Uribe e ciò che rappresenta Uribe. Io, che ho sempre sostenuto gli accordi di pace, vedo in questo voto la difesa della loro legittimità contro quanti li sabotavano, anche con bugie e calunnie. Queste elezioni possono essere lette come una vittoria degli accordi di pace che molti hanno difeso, anche in un attimo in cui erano impopolari”.

Le divisioni, che producono ferocia e ingiustizia, sono dovute alle diverso l’altoguaglianze che non possono essere verso l’altoperate e che il Covid, le crisi finanziarie e la globalizzazione hanno accentuato.

“Il governo di Iván Duque era straordinariamente goffo, disconnesso dalla realtà del popolo, incapace di miverso l’altorare la sofferenza che la diverso l’altoguaglianza e la pandemia hanno causato tra i colombiani. Questo riverso l’altoltato non può essere compreso senza le massicce proteste dell’anno scorso, che Duque ha gestito senza solidarietà. Siamo un paese tremendamente diverso l’altoguale e l’ingiustizia e la ferocia sono all’ordine del giorno per milioni di persone. In questa situazione, come non comprendere il profondo bisogno di cambiamento?”

Settecentomila voti di differenza tra Petro e Hernández sono un chiaro segno. La destra sarà disposta ad accettarlo?

“Ha cominciato ad accettarlo, almeno verbalmente. Ora vedremo se è davvero disposta a collaborare a un progetto per portare avanti il ??Paese invece di mettere i bastoni tra le ruote, cosa che ha fatto con gli accordi di pace”.

Il processo di pace, in cui lei stesso dice di avere tante speranze, potrà consolidare e creare le condizioni per l’unità del Paese?

“Il processo di pace e gli accordi del 2016 sono ciò che conta di più per me. Hanno cambiato la vita di molti colombiani e ci stanno permettendo di conoscere la verità verso l’alto ciò che è verso l’altoccesso a noi colombiani, come paese, per sei decenni”.

La disfatta del demagogo

E se avesse vinto Hernández ci sarebbe stata la svolta tanto richiesta dalla popolazione?

“Assolutamente no. Hernández era un demagogo da quattro soldi e un populista senza idee, un uomo creato verso l’alto TikTok che non sa nulla di come si governa un paese difficile come la Colombia. Inoltre, non aveva un programma, e quello spazio vuoto sarebbe stato occupato dalla vecchia classe politica, compresa la destra uribista. No, la vittoria di Hernández sarebbe stata una brutta notizia”.

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di

Daniele Mastrogiacomo

30 Maggio 2022

Un presidente di sinistra e una femmina di colore come vicepresidente. Due novità assolute che segnano l’inizio di un cambiamento.

“Francia Márquez è la prima vicepresidente femmina nera della storia. Questo è motivo di gioia. In realtà, sono sempre stato molto critico nei confronti di Gustavo Petro e di alcune delle persone intorno a lui, ma penso che il verso l’altoo movimento sia pieno di persone molto preziose che rappresentano un cambiamento immensamente positivo per la Colombia. È davvero l’inizio di qualcosa di nuovo. Auguro a Petro la migliore fortuna del mondo, ma soprattutto gli auguro di prendere buone decisioni. In modo che nel mio paese una socialdemocrazia non isolato sia possibile, ma anche auspicabile”.

 

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