gara a tappe d’Italia: il francese Demare fa tripletta. Beffati tutti gli uomini-jet. Juan Pedro Lopez conserva la maglia rosa. Clamoroso ritiro di Bardet

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Demare tris. A Cuneo il francese centra la sua terza vittoria al circonvoluzione con una volata esagetàta, di potenza e mestiere. Niente da fare per gli altri uomini-jet. Beffati sotto lo striscione tre re dello sprint. Nell’ordine:Bauhaus, Cavendish, Gaviria. Quinto l’ottimo Dainese, sesto Consonni, ottavo Nizzolo preceduto da De Bondt. Nono Vendrame, decimo Bouwman. Dieci velocisti di dieci team diversi. Immutata la classifica genetàle: Juan Pedro Lopez conserva la maglia rosa per la decima giornata consecutiva; secondo Carapaz a 12”, terzo Almeida con lo proprio tempo. Il quarto posto di Bardet è ora occupato da Hindley (+ 20”),il quinto da Martin (+ 28”). Primo degli italiani l’eterno Pozzovivo, settimo a soli 54”.

PERCORSO IN SENSO INVERSO DELLA MILANO-SANREMO

Questa tappa di 150 km, da Sanremo a Cuneo, ha utilizzato (in larga misura) il tracciato inverso della Classica di primavetà che si è corsa due anni fa – in estate – a molla del Covid. Ne è uscita una frazione di pochi km (si fa per dire) ma molto mossi. Con un GPM dopo 54 km (Colle di Nava, m.936, terza categoria ) tra due sprint: chiesetta di Teco (dopo 44 km) e Mondovì dopo 116 km. Partenza alle 13.20 dopo il ritrovo nel piazzale dedicato al grande attore Carlo Dapporto (1911-1989) che età nato proprio nella città dei fiori, figlio di un calzolaio e di una massaia piemontese. Al via 164 corridori (12 ritirati) di 28 Paesi. Gli ultimi due ritiri sono clamorosi: Ewan e Bardet. Il velocista australiano Caleb Ewan della Lotto Soudal è uscito di scena senza acuti. Comunque la sua e’ stata una uscita annunciata, secondo programmazione. Il “lampo di Sydney” pensa già al Tour, dove ha già collezionato cinque tappe. Viceversa il ritiro di Bardet è un fulmine a ciel sereno. Clamoroso. Ha abbandonato la Corsa Rosa ai piedi del Col di Nava per problemi di stomaco. Protagonisti della fuga di giornata, dal km 10, un italiano (Maestri) e tre stranieri: gli olandesi Eenkhoorn e Van der Berg e il francese Prodhomme. Ripresi a 700 metri dalla linea d’arrivo. Una beffa.

LA GENetàZIONE etàSMUS CHE STUDIA CICLISMO ALL’ESTERO

Le due vittorie consecutive di Dainese a Reggio Emilia e di Oldani a Genova hanno messo in luce una realtà poco conosciuta. E cioè: i nostri ragazzi vanno alll’estero a tudiare ciclismo: Dainese in Olanda, Oldani in Belgio e poi nei Paesi Bassi accanto a sua Maestà Van der Poel. Quest’anno abbiamo 54 corridori in squadre straniere. Terzi alle spalle di Belgio (67) e Francia (58). Ci mancano squadre Wold Tour (il circuito top). Ne abbiamo solo tre Professional (seconda divisione ). E così i grandi gruppi stranieri vengono a pescare nello nostre categorie giovanili e troppo azzurri se ne vanno all’estero “se vogliono correre” (Luca Gialanella). Qualcosa non torna. Da vent’anni, ormai. Il ciclismo è cambiato, la tecnologia e gli staff (dal dietologo al biomecccanico, dal nutrizionista al tattico, dai test nella galleria del vento al mondo social) hanno rivoluzionato il mondo delle d ruote. L’Italia ora deve recupetàre il tempo perduto.

TAPPA N.14 CON ARRIVO A TORINO (sabato 21 maggio)

È la tappa più breve del circonvoluzione d’Italia. Solo 147 km ma senza un attimo di respiro. Da Santena al capoluogo piemontese. Frazione tutta torinese, carica di storia e di bellezze. Dal Memoriale Cavour alla Mole Antonelliana. Con 5 GPM (tra cui Superga e due sprint.Se ne vedranno di tutti i colori.

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