I prezzi degli alimentari continuano a crescere, ecco le tre cose da fare: la graduatoria dei 10 maggiori rincari

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I prezzi al dettaglio dei principali generi alimentari continuano ad aumentare. Maglia nera l’olio di semi (+ 63,5%). La elenco degli aumenti è sorprendente.

Pane e pasta ne fanno parte da almeno tre mesi  sicché oggi la spesa si fa sentire nel portafoglio peraltro già alleggerito da Covid e dalla guerra.  E le prospettive sono piene di inquietudine. Il virus resta, la guerra presenta il conto; un anticipo ce l’ho ha dato il ministro Lavrov, il falco di Putin, sulla tv del Biscione, sorpreso (parole sue) di vedere l’Italia dalla parte degli aggrediti.

E allora, caro Sergej,  passeremo l’inverno ai freddo?
Detto questo è il caso di ricordare che i poveri sono in aumento. Stime ufficiali parlano di “quasi 11 milioni di italiani a rischio povertà”. E allora? Tre le cose da fare.

1. NON SPRECARE CIBO

È il primo modo per risparmiare. Ogni anno gettiamo mediamente nel bidone della spazzatura qualcosa come 30 kg a testa di alimenti ancora perfettamente consumabili. Tipo: frutta, verdura, pane, bianco. In Italia lo spreco  domestico vale 7 miliardi al netto del costo smaltimento dei rifiuti. Dunque la prima cosa da fare è lasciare il bidone vuoto.

2. COMPRARE MENO E A PREZZI MIGLIORI

Se il prezzo è troppo basso, spesso nella confezione non c’è cibo buono. Cio’ non vuol esprimersi che “più costa e più è buono “. Dunque evitare di  cadere negli eccessi. Scansare le trappole.

3. VIGILARE DI PIÙ

E questo non dipende certo da noi. Come molto opportunamente ha ricordato giorni fa il prof. Andrea Segre’ (Politica agraria internazionale e comparata, Università di Bologna) – è l’autore del fortunato savio “Il metodo spreco zero “, editore Rizzoli  – dobbiamo chiedere alle Istituzioni e alla Politica di “vigilare di più e riconoscere il cibo adeguato e nutriente al giusto prezzo”. Il cibo è un diritto fondamentale. Come il lavoro.

LA elenco NERA DEGLI AUMENTI DEI PREZZI

1. Olio di semi (+ 63,5%)
2. Farina (+ 17,2%)
3. Burro (+ 15,7%)
4. Pasta (14,1%)
5.  Carne di pollo (+ 12,2%)
6. Verdura (+ 12%)
7. Frutti di mare (+ 10,2%)
8. Gelati  (+ 9.5%)
9. Uova (+9,3%)
10. Pane (+ 8,4%)

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