Ucraina-Russia, cos’è successo oggi: riprendono le trattative. Zelensky ai media russi: “Disposto a rinunciare a parti dei territori occupati e non lancerò l’esercito nel Donbass e in Crimea”

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ODESSA – Riparte la trattativa, in Turchia. Un nuovo round di colloqui tra Ucraina e Federazione Russa si svolgerà in presenza, dal 28 al 30 marzo. Lo ha annunciato su Facebook uno dei membri della delegazione ucraina, David Arahamiya, l’uomo con il cappellino. Il punto di divisione resta quello: il confine territoriale dell’Ucraina. Il governo di Kiev, e tutto il popolo ucraino, non intendono cedere né le due regioni del Donbass, Lugansk e Donetsk, né, tanto meno, la Crimea. Ma il presidente Volodymyr Zelensky, parlando ai media russi, apre a Putin: “Capisco che è impossibile forzare la Russia a liberare completamente i territori occupati. Voglio minimizzare il numero delle vittime e accorciare questa guerra: facciamo ritirare le truppe russe nei territori compromessi, torniamo a prima del 24 febbraio. Non lancerò attacchi né in Crimea né nel Donbass, non voglio decine di migliata di moti”. 

“Se tutti bruciano i ponti con Mosca, chi parlerà con loro alla fine della giornata?”, ha affermato Ibrahim Kalin, portavoce del presidente turco Recep Tayyp Erdogan.

Sulla complicata situazione negoziale piombano le parole del leader dei separatisti filorussi in Lugansk, Leonid Pasechnik, che annuncia: “Nel prossimo futuro si terrà un referendum sul territorio della Repubblica di Lugansk per l’annessione a Mosca”. La riposta di Kiev è arrivata attraverso il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko: “Qualsiasi falso referendum nei territori temporaneamente occupati è giuridicamente insignificante e non avrà conseguenze legali. Nessun Paese al mondo riconoscerebbe la validità del referendum”. Alla vigilia del conflitto Vladimir Putin aveva riconosciuto l’indipendenza della regione, insieme a quella di Donetsk.

 

La “piccola controffensiva” dell’esercito ucraino, il destino di Mariupol

Le forze armate ucraine hanno avviato operazioni di controffensiva nelle regioni di Sumy e Kharkiv, a Kiev, la capitale, e a Kherson, la prima città di peso conquistata dai russi, al Sud. Lo ha annunciato Oleksiy Arestovych, consigliere della presidenza ucraina: “Le nostre truppe hanno lanciato piccole operazioni tattiche ma di controffensiva”. Una piccola controffensiva, ecco. Nella regione di Kharkiv sarebbe stato liberato il centro abitato di Husarivka. Secondo quanto riporta il sito ucraino Nikvesti, sessanta unità militari russe sarebbero state distrutte e sarebbero stati uccisi cento soldati. A Kherson, ancora, si parla dell’uccisione di un altro generale russo (il settimo) e i cittadini si sono ribellati autonomamente.

Secondo il Kyiv Independent le due cittadine di Poltavka e Malynivka, nella regione sudorientale di Zaporizhzhia, sono state liberate mentre precedentemente il sito aveva annunciato la liberazione di Trostyanets, nella regione settentrionale di Sumy. Forte è la battaglia a Mikolayev, con molti feriti sul fronte ucraino che, lentamente, sta avanzando.

Guerra in Ucraina, il vicesindaco di Mariupol: “Controlliamo metà città e i russi qui non possono vincere. Stiamo facendo la storia”

dal nostro inviato

Corrado Zunino

27 Marzo 2022

Il destino di Mariupol è ancora da decidere. Dopo le parole del vicesindaco Sergey Orlov a Repubblica (“I militari ucraini controllano metà della città”), il sindaco Vadym Boichenko ha detto all’agenzia Unian: “La nostra bandiera sventola sul municipio, ma la città è circondata e le forze russe hanno preso il controllo della periferia. Mariupol è in un anello e si sta restringendo”. Ha aggiunto: “Mariupol ha bisogno di un’evacuazione completa, migliaia di persone sono morte, posso dire con certezza che questa cifra è molto più alta di 2.368, i dati del Consiglio comunale di due settimane fa”. Il vicesindaco Orlov ha parlato di 4.000 civili morti.

Nella zona di alienazione vicino alla centrale nucleare di Chernobyl, occupata dalle truppe russe, sono stati registrati trentun incendi che hanno provocato un aumento dei livelli di inquinamento radioattivo dell’aria. I radionuclidi vengono rilasciati nell’atmosfera e vengono trasportati dal vento su lunghe distanze.

 

“Putin vuole spaccare il Paese in due, noi faremo la guerriglia nei territori occupati”

“La Russia sta cercando di dividere l’Ucraina in due per creare una regione controllata da Mosca dopo aver fallito nel prendere il controllo dell’intero Paese”. Il generale Kirill Budanov, capo del servizio di intelligence ucraino, ha detto che, visto che Putin ha capito che non può conquistare l’intero Paese, il presidente della Federazione potrebbe lavorare su uno scenario coreano, creare “la Corea del Sud e del Nord in Ucraina”. Budanov ha preannunciato, però, che il suo Paese lancerà presto la guerriglia nei territori occupati dalla Russia.

E il parlamentare russo Sergei Savostyanov, lui del Partito comunista, dice: “La Russia potrebbe condurre un’offensiva su vasta scala contro la Polonia, gli Stati baltici e il Kazakhstan come parte di un’operazione speciale militare globale sulla smilitarizzazione e la denazificazione”. Mykhailo Podolyak, capo negoziatore ucraino, replica: “È solo l’inizio, la Russia chiaramente promette che scorrerà molto sangue in Europa”.

La vicepremier Iryna Vereshchuk, che cura la questione profughi, ha detto ancora: “Gli invasori russi hanno evacuato 40.000 ucraini dalle zone di guerra. Vengono portati nei territori occupati o direttamente in Russia”.

Negli attacchi sulle città del Donetsk l’esercito russo avrebbe continuato ad utilizzae bombe a grappolo, vietate a livello internazionali da trattati comunque non riconosciuti da Russia e la stessa Ucraina.

 

Blinken: “Non vogliamo defenestrare il presidente della Federazione russa”

Da Israele il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, assicura che gli Stati Uniti non perseguono una strategia per cambiare il regime in Russia. Lo fa dopo le parole del presidente americano, Joe Biden, da Varsavia: “Putin è un macellaio”.

Cambio di regime in Russia, che significa? L’ipotesi del golpe fra servizi segreti e guardie del corpo, favorevoli e contrari

di

Enrico Franceschini

27 Marzo 2022

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky chiede urgentemente all’Occidente carrarmati, aerei e missili.

 

I civili morti sono 1.119, ma si aspetta di riaprire le città sotto assedio

L’Onu calcola in 1.119 i civili fin qui uccisi dalla guerra e 1.790 i feritii, ma molte città assediate potrebbero dare cifre spaventose. Si parla di 4.000 morti solo da Mariupol e pi ci sono Kharkhiv, Izjum, alcune aree del Nord di Kiev.

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