Alle lavoratrici novemila euro in meno in busta paga

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Per l’8 marzo il presidente della Regione ha incontrato una delegazione di donne ucraine

La fotografia scattata alle buste paga dei bolognesi da Acli, ieri in occasione della giornata della donna, parla chiaro. Verso i 40, per gli uomini scatta un periodo d’oro, in cui la carriera si consolida, e avanza sul piano dello stipendio. Per le donne avviene l’opposto. Alla quarta decade di vita, le bolognesi entrano mediamente in una fase che assomiglia a un percorso a ostacoli, in cui ci si deve destreggiare tra famiglia, figli e genitori anziani, sacrificando in molti casi il lavoro e la carriera. Due traiettorie diverse che si traducono in quasi 9mila euro all’anno di gap salariale tra uomini e donne, anche sotto le Due Torri, in quella che dovrebbe essere la citt pi progressista d’Italia, secondo il primo cittadino Matteo Lepore. Se nei dieci anni fra i 30 e i 40 la differenza di reddito lordo medio tra uomini e donne solo di 3.768 euro (19.164 euro delle donne contro i 22.933 euro degli uomini), dai 40 ai 60 il solco si fa molto pi profondo, e si raggiunge la cifra record di quasi 9.000 euro di scarto (8.793 euro, per la precisione).

Il divario si riflette sulle pensioni

In questa fascia d’et, le lavoratrici donne che si sono rivolte all’Acli hanno guadagnato mediamente poco pi di 25 mila euro all’anno, contro gli oltre 34 mila euro dei lavoratori maschi. Una differenza salariale che si riverbera per forza di cose, evidenzia Simone Zucca, presidente del Caf Acli, anche sulla pensione. E gli stipendi pi bassi significano meno contributi, e, di conseguenza, un assegno ridotto per le over 60 che dichiarano, mediamente, circa 26.000 euro all’anno contro i 33.000 euro dei pensionati uomini. E l’istantanea Acli ha una certa importanza, perch a Bologna ha gestito la dichiarazione dei redditi di quasi 11.000 donne, fra le quali la fascia di et pi rappresentata, al 19%, quella tra i 70 e gli 80 anni. Tutte insieme, queste pensionate hanno versato imposte lorde per quasi 70 milioni di euro, ossia circa 6.400 euro di tasse ciascuna. Le pensionate Inps che si sono rivolte al Caf dell’associazione cattolica sono state, in tutto, 4.266 e hanno dichiarato un reddito medio di 24.473 euro all’anno. A loro, si aggiungono le lavoratrici dipendenti, che sono state 5.304, con un reddito medio di 25.100 euro. Per quanto riguarda i contribuenti maschi, invece, sono stati circa 30.000 gli euro mediamente dichiarati per i pensionati, e circa 31.000 quelli dei lavoratori dipendenti. Insomma, un vergognoso divario, che si protrae di anno in anno, da troppo tempo.

Troppi stop nella carriera

Anche a Bologna, sui diritti c’ molto da fare. Questa disparit, che si vede anche sulle pensioni, dipende dal fatto che la carriera della donna ha tanti stop, quando diventa mamma, quando si deve occupare dei genitori anziani. Commenta cos i dati usciti ieri Chiara Pazzaglia, che presiede la sezione provinciale dell’Acli bolognese. Questi intoppi – prosegue – si ripercuotono sulla pensione, nell’arco della vita non arriva mai a guadagnare abbastanza da colmare quei buchi. Questo per dire che l’8 marzo ha ancora senso. Dobbiamo lavorare per capire cosa pu servire, sostiene la presidente del quartiere Santo Stefano, Rosa Amorevole, a partire dai limiti dell’attuale welfare.

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9 marzo 2022 (modifica il 9 marzo 2022 | 18:03)

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