Guerra in Ucraina, le scuole in prima linea per i profughi: «Pronti a farli entrare nelle nostre classi»

Must Try

L’accoglienza si far anche a scuola. Si calcola che i bambini siano il 40% della popolazione ucraina in arrivo a Bologna. Numeri pi precisi verranno forniti marted prossimo quando i dirigenti scolastici incontreranno quelli comunali per fare il punto sull’inserimento dei giovani studenti scappati dalla guerra. Vogliamo che nessuno sia invisibile ha detto l’assessore comunale al WelfareLuca Rizzo Nervo. E, stando alle parole di chi lavora nella scuola della nostra citt, non ci dovrebbero essere dubbi a riguardo. Il nostro territorio da tempo attrezzato per accogliere studenti stranieri in corso d’anno, ma sar importante il raccordo con gli enti locali e dovremo essere veloci ad organizzarci, fa presente il provveditore Giuseppe Antonio Panzardi. Dal ministero arrivato nei giorni scorsi un documento a firma dell’ex direttore generale dell’Ufficio scolastico di Bologna Stefano Versari con le indicazioni per gestire al meglio l’accoglienza scolastica, tenendo conto della particolare condizione di fragilit di ciascuno degli esuli accolti e dando loro tutto il sostegno e l’accompagnamento a tal fine necessario. La nota di Versari – spiega ancora Panzardi – ci d gi indicazioni precise, come ad esempio quella di evitare di disperdere le reti di relazioni che uniscono i profughi o li legano ai familiari, fondamentale in un momento cos difficile per loro. Nella nota si parla anche di supporto psicologico e linguistico, e di fondi in arrivo da Roma pari a un milione di euro, ma su scala nazionale.

Scuole in prima linea

Sono indicazioni di buon senso — commentaLamberto Montanari, presidente regionale per l’Emilia-Romagna dell’Associazione nazionale presidi — Con la pandemia non c’ stato risparmiato niente e siamo abituati a richieste complesse. Ed giusto rispondere presente. Sar pi difficile per loro, per i ragazzi in arrivo dall’Ucraina, che per noi. Non dico che arriviamo preparati, quello lo vedremo in corso d’opera, ma di certo siamo pronti ad accoglierli. Ci si rimboccher le maniche e nessuno verr lasciato indietro, assicura Teresa Pintori, presidente provinciale di Bologna dell’Associazione nazionale presidi. Gi molte scuole in questi giorni hanno gi fatto lezioni, manifestazioni, raccolto beni di prima necessit: la sensibilit al tema c’ gi, quindi sono sicura che ognuno di noi far l’impossibile per questi ragazzi. L’esperienza sar d’aiuto. Anche con la migrazione albanese abbiamo avuto ragazzi che scappavano dalla guerra: arrivavano da noi che avevano vissuto per anni i bombardamenti, era drammatico. Questa volta il problema sar credo pi l’allontanamento che le bombe, vista l’immediateza del loro arrivo, prova a immaginare Pintori. E non ci sar da dubitare dell’accoglienza bolognese.

La questione degli spazi

Bologna ha gi fatto scuola. In tema di accoglienza e inclusione a Bologna abbiamo una lunga tradizione fattiva, ricorda la dirigente Filomena Massaro. Abbiamo solo una preoccupazione forte, quella di non essere in grado fisicamente di accoglierli perch abbiamo le classi piene. Ma stiamo gi ragionando su soluzioni alternative, come aule solitamente dedicate ad altro. Marted faremo una mappatura e ne discuteremo. La rete d’accoglienza c’ gi dovremo solo mettere a sistema tutto.

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6 marzo 2022 (modifica il 6 marzo 2022 | 14:08)

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