La battaglia di Francesco: «Basta parlar male delle Poste: qui spazio per giovani e possibilità di far carriera»

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Tante criticit

Una situazione, questa, che ha portato alla mobilitazione dei sindacati, i quali, a inizio febbraio, hanno ribadito l’inevitabile conseguenza di un peggioramento dei rapporti con la cittadinanza. La carenza di personale e l’emergenza sanitaria stanno producendo importanti disservizi e un aumento dello stress da lavoro correlato dovuto proprio al peggioramento delle condizioni lavorative, hanno rimarcato le sigle Slc Cgil e Uil Poste. Lo stesso valso per il Comune di Bologna e la Citt Metropolitana che, alla luce dell’annuncio di un trasloco degli uffici di piazza Minghetti, hanno chiesto un miglior sistema di confronto preventivo e comunicazione, tenendo conto di come i disagi siano stati individuati anche al di fuori del centro storico. Dal canto suo, Poste Italiane ha difeso il proprio lavoro e la propria prospettiva, intervenendo in un’udienza conoscitiva del Consiglio comunale e metropolitano. A proposito delle lunghe file e dei ritardi, il punto di vista dei presenti sembrerebbe opposto: Sulla consegna della corrispondenza si sta cominciando a vedere, anche relativamente all’impatto pandemico, una situazione assolutamente in ripresa, ha dichiarato Paola Cardone, responsabile Qualit area logistica per il centro-nord.

Francesco, voce controcorrente

Pur ammettendo situazioni di impossibilit nel consegnare tempestivamente corrispondenza e pacchi, specialmente in alcuni periodi “caldi”, c’ anche chi non farebbe al momento cambio con nessun altro posto di lavoro al mondo rispetto al proprio in Poste Italiane. Sar forse anche l’entusiasmo della sua giovane et. il caso del trentenne Francesco Napolitano, da cinque anni in azienda e assolutamente contrario all’immagine di “lavoro di altri tempi” che troppo spesso gli capita di percepire. Anzi, nonostante il profondo cambiamento rispetto ad anni fa, ancora oggi possibile appassionarsi e sentire quel sapore magico di un tempo nel consegnare una lettera e immaginare le storie a essa legate. proprio questo che pi lo rende soddisfatto e appagato del proprio mestiere di portalettere. Non c’ mai un giorno uguale all’altro – ha raccontato – e si ha la possibilit di incontrare e conoscere davvero tante persone. come diventare un po’ il punto di riferimento di una comunit, di una zona, una sensazione che fa sentire parte di qualcosa. La sua zona di maggior competenza va da Osteria Grande a Toscanella di Dozza passando per Castel San Pietro Terme, ma occupandosi della consegna di pacchi e raccomandate non detto che i luoghi toccati non siano anche altri.

Quel rapporto unico, in mezzo alla gente

Per quanto non ci sia il tempo di fermarsi troppo a chiacchierare, o di prendere un caff come a volte viene offerto, sempre bello immaginare le storie tra mittenti e destinatari, soprattutto quando le lettere hanno una forma strana. Ma nella sua esperienza c’ anche un altro dettaglio che scalda il cuore – ha continuato –: vedere i volti delle persone quando si consegna loro un pacco tanto atteso, soprattutto i bambini nei periodi delle feste. Una volta sicuramente c’erano pi lettere, ora sostituite dai pacchi, ma ci non significa che non abbiano lo stesso alone di mistero. Un ricordo nitido di qualche anno fa: Le grida di gioia di un bambino nel consegnargli il suo regalo di compleanno dentro un pacchettino con la scritta “Tanti auguri da Nonno e Nonna”. Se la si sa apprezzare, c’ ancora tanta magia in questo mestiere.

Qui i giovani possono fare carriera, mettendosi in gioco

Dal suo punto di vista le menti giovani potrebbero dare un importante contributo al futuro dell’azienda come, viceversa, a suo parere potrebbe dare tanto alle nuove generazioni il lavoro per Poste Italiane: Spesso viene sottovalutata la possibilit di fare carriera, soprattutto per i pi giovani. Si comincia come portalettere ma l’azienda ha sempre bisogno di nuove persone che si occupano di comunicazione, marketing, sicurezza. Mettendosi in gioco le strade sono davvero tante, la sua idea. Lui per primo, in ogni caso, non ha potuto negare le difficolt legate alla carenza di personale: Non ci si mai fermati, neanche in pandemia. E mentre il personale calato, sia per malattia sia per apparente poco interesse, il lavoro aumentato a dismisura. Questo ha causato anche tantissimi disservizi per i clienti. Dispiace non riuscire sempre a completare tutte le consegne, ma sotto organico diventa praticamente impossibile fare tutto. Ora sembrano essere in arrivo nuove assunzioni. Ma gi adesso, il punto di vista dell’associazione Udicon Emilia-Romagna, di un rapporto di fiducia incrinato tra Poste e cittadini, ha avanzato il presidente Vincenzo Paladino parlando alla Dire. Cosa si potr fare da qui al prossimo futuro per fronteggiare il problema, compresa la difficolt nel reperire portalettere che sembra essere cos difficoltosa? Sicuramente migliorare la consegna e suddividere l’aspetto commerciale da quello di gestione di un servizio pubblico essenziale – ha concluso Paladino –, perch le due cose si stanno fondendo, anzi, lo sono gi. Il risvolto un certo deterioramento nella qualit del servizio. Ma questa riorganizzazione la si pu fare solo nel medio-lungo periodo. Nel frattempo non resta che iniziare a ragionare in questi termini.

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3 marzo 2022 (modifica il 3 marzo 2022 | 11:21)

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