Bagnacavallo, bufera sulle locandine teatrali «irriverenti»

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La provocazione, lo scandalo, il rifiut dei tab. Che si tratti di una tela, di una scultura, di uno spettacolo, l’arte conserva da sempre una dimensione avulsa dal politically correct. Una scelta sul piano dell’irriverenza l’ha fatta anche l’artista e attore Alessandro Berti, che per pubblicizzare Black Dick, lo spettacolo da lui scritto e che andr in scena gioved 3 febbraio al teatro Goldoni di Bagnacavallo (Ravenna), ha disegnato una grafica che fa discutere: una pistola che richiama le forme dell’organo genitale maschile.

Poco rispetto

Al di l dell’aspetto pi scandalistico legato al doppio senso contenuto nel disegno, la polemica stata sollevata per il collocamento delle locandine pubblicitarie. Quei manifesti sono fuori luogo – risponde il consigliere comunale della Lega Denny Medri sentito dal Corriere di Romagna – Nessun dubbio sulla libert all’arte e alla cultura, ma anche libert di criticare quando si rischia di trascendere nel trash. Come il manifesto di dubbio gusto che reclamizza quello spettacolo, affisso sul muro di un edificio religioso, per giunta sopra ai manifesti funebri. Avevamo gi segnalato che quella parete non era adeguata per la promozione dell’agenda teatrale, proprio perch sopra ai nomi dei defunti, i quali meriterebbero un po ’pi di rispetto. Indelicato, per il consigliere, collocare il manifesto sugli stessi tabelloni dedicati alle commemorazioni funebri e in zone troppo vicine alle scuole materne.

La replica

Ma sia l’autore che il Comune, parlando con la stampa locale, sdrammatizzano. Non ci vedo nessuno scandalo – spiega l’autore – semplicemente la rappresentazione della denuncia sociale del mio spettacolo, che si concentra soprattutto sul mondo afroamericano. La sindaca Eleonora Proni sottolinea che si tratta di una riflessione artistica su tematiche di importanza sociale. La cultura – chiarisce – ha non soltanto la facolt ma il dovere di interrogarsi in autonomia sulle tematiche della contemporaneit come quelle dell’oggettificazione del corpo e degli stereotipi sociali e di genere. Non la prima volta che il mondo dell’arte ritrae figure genitali con lo scopo di puntare l’attenzione su una critica sociale, e riteniamo che la volgarit non risieda nell’immagine ma nella funzione alla quale eventualmente associata. La performance teatrale di Berti incentrata sull’uso del corpo del nero da parte della societ bianca europea e americana, dalle colonie ai trionfi nello sport, dallo schiavismo ai linciaggi, dalla musica alla pornografia. Anche per questo la prima cittadina invita ad informarsi e ad assistere allo spettacolo per capire un’esibizione che ha lo scopo di decostruire, con ironia e provocazione, uno stereotipo del maschio nero americano.

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1 marzo 2022 (modifica il 1 marzo 2022 | 18:48)

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