Storia dell’Ucraina, dalla “Russia di Kiev” al conflitto nel Donbass

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In parte colonia greca, romana e bizantina lungo le rive del Mar Nero (dove in seguito anche la repubblica marinara di Genova creò alcune colonie), nel Medio Evo il territorio dell’odierna Ucraina era suddiviso fra diversi clan tribali slavi.

Nel 988 il principato di Kiev sotto Vladimir I adotta il cristianesimo come religione e da questa entità si sviluppa la cosiddetta “Russia di Kiev”, considerata antesignana della Russia moderna. Ma nel 1249 le invasioni mongole distruggono completamente Kiev, dopodiché il territorio ucraino viene spartito per secoli fra varie potenze: il regno polacco-lituano, l’impero ottomano, i cosacchi del Dnieper, l’Austria e l’impero russo, nel frattempo affermatosi più a nord con Mosca e più tardi San Pietroburgo come capitale.

Crisi Ucraina-Russia, il Cremlino riscrive la storia

di

Gianluca Di Feo

21 Febbraio 2022

Con la rivoluzione bolscevica del 1917, in Ucraina scoppia una guerra civile, con due repubbliche ucraine in competizione tra loro, una nella parte occidentale e una nella parte orientale, diventando il teatro principale del conflitto tra “rossi” (i bolscevichi) e “bianchi” (le forze anticomuniste legate al vecchio esercito zarista). Soltanto nel 1922, con la vittoria dei “rossi”, l’Ucraina entra a fare parte dell’Unione Sovietica.

L’Ucraina è diventata indipendente nel 1991, con il crollo dell’Unione Sovietica, o meglio è tornata ad esserlo dopo la breve esistenza di una repubblica ucraina durante la guerra civile 1917-22. Nei successivi trent’anni fino a oggi ha avuto una successione di governi, alternativamente filo-russi o filo-europei.

La cosiddetta Rivoluzione Arancione nel 2004 e la rivolta di Maidan nel 2013 hanno riaffermato il desiderio della maggioranza della popolazione di stringere rapporti con l’Unione Europea.

Nel 2014 milizie armate e ispirate da Mosca hanno proclamato due repubbliche filo-russe nelle regioni di Donetsk e Lugansk, anche conosciute come l’area mineraria del Donbass, la parte orientale dell’Ucraina confinante con la Russia e in cui la maggior parte della popolazione è di lingua russa; e l’esercito russo ha occupato la penisola della Crimea, sul mar Nero, più tardi annessa formalmente alla Russia. Da allora nel Donbass va avanti una guerra fino a questo momento a bassa intensità, che però ha fatto ben 14mila morti e decine di migliaia di feriti.

Con l’annuncio di questa settimana, Putin ha riconosciuto le repubbliche di Donetsk e Luganks, inviando anche lì truppe russe e di fatto annettendole alla Russia.

La lingua ucraina è differente dalla lingua russa? Sì. I linguisti divergono sull’era in cui ucraino e russo diventano due lingue distinte, ma sul fatto che siano idiomi diversi, pur avendo lo stesso alfabeto cirillico, non ci sono dubbi. Influenzata dal polacco e dallo slovacco, la lingua ucraina è simile a quella russa, così come del resto vi sono radici comuni per molte lingue slave, dal polacco al serbo. Nei sette decenni di era sovietica, l’uso dell’ucraino è stato scoraggiato e in certe circostanze proibito in Ucraina, ma è egualmente sopravvissuto. Secondo il censimento del 2001, l’ucraino è parlato come prima lingua dal 67 per cento della popolazione ucraina, il russo dal 29 per cento della popolazione, anche se tutti gli ucraini lo conoscono.

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22 Febbraio 2022

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