Bologna, scoperti fusti con feti e resti umani in un capannone. Il proprietario: «Affidati da museo»

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I fusti sequestrati

Un nuovo giallo, dalle tinte macabre. Mercoledi sera, nella zona industriale di Granarolo (Bologna), intorno a via dell’Artigianato, un ragazzo di origini sinti, robivecchi della zona, viene chiamato dal titolare di una societ di sgombero di locali, per far portar via del ferro dal suo magazzino. Sembra tutto normale, all’inizio. Poi, per, succede qualcosa di strano. Il titolare chiede al ragazzo se pu liberarsi anche di una quarantina di barili gialli, allineati lungo il muro del deposito. La richiesta sarebbe stata quella di buttarli da qualche parte in campagna.

La scoperta

Il ragazzo accetta di trasportarli, ma non prima di aver controllato il contenuto. A quel punto, una volta aperto uno dei fusti, viene fatta una scoperta agghiacciante: da un liquido verdastro emerge un feto. E la cosa si ripete per gli altri barili, tutti, a quanto pare, colmi di resti umani. A quel punto il giovane si spaventa, inizia a filmare quel che vede, e dopo un po’ decide di chiamare la Polizia. I resti, a quanto pare, non emanavano odori particolari. L’ipotesi che il liquido fosse formaldeide o un’altra sostanza per la conservazione dei corpi. Sulla notizia, pubblicata dal Resto del Carlino, per ora non si sono espressi n il procuratore capo Giuseppe Amato (la vicenda tutta da verificare, dichiara) n il sindaco di Granarolo, Alessandro Ricci, che interpellato dai giornalisti ha risposto: no comment.

Il giallo sul committente

Sul posto, mercoled sera, sono giunte le forze dell’ordine e i Vigili del fuoco del nucleo Nbcr, che hanno isolato l’area. I barili sono stati poi spostati e sequestrati, e si trovano ora a disposizione della magistratura, mentre un secondo sopralluogo stato fatto in un deposito di via dell’Industria, in zona Roveri. Rimane il giallo sull’origine dei fusti, che la Polizia sta cercando di diramare sentendo le versioni del ragazzo che ha dato l’allarme e del titolare del capannone. Le indagini si sono orientate anche verso il Sant’Orsola. Per capire la prassi dello smaltimento di resti umani, gli inquirenti hanno ascoltato i dipendenti dell’ospedale universitario. Normalmente si procede alla cremazione, o in caso di consenso dei genitori di bimbi nati senza vita, all’inumazione. Al Sant’Orsola non si svolgono pratiche di conservazione in formaldeide, a fini scientifici e di ricerca.

Social scatenati, residenti spaventati

Esistono societ specializzate in queste attivit, ma sono fuori citt, e l’iter dei passaggi, in questi casi, viene registrato puntualmente dall’ospedale stesso. Per ora, dunque, non si riusciti a risalire all’inizio della catena che ha portato al macabro ritrovamento. Intanto, a esplodere sono stati i social, dove i residenti della zona, insospettiti e preoccupati dalla presenza dei Vigili in tuta bianca, si sono da subito lanciati in una serie di ipotesi e di commenti sui dettagli di questa storia spaventosa.

Il materiale arriverebbe dalla biblioteca di anatomia

I feti proverrebbero da una struttura universitaria, una biblioteca di anatomia, che probabilmente li conservava per motivi di studio e di ricerca. Dai primi accertamenti svolti, alcuni anni fa ci fu una ristrutturazione con sgombero dei locali ed stato in quell’occasione che i contenitori furono trasportati nel capannone di una ditta di traslochi, dove sarebbero rimasti fino a mercoled, quando un ragazzo si accorto del contenuto. Procede la squadra mobile, coordinata dalla Procura di Bologna, che ha convalidato il sequestro, ipotizzando provvisoriamente, in attesa di comprendere meglio i termini della vicenda, un reato legato all’illecito trattamento di rifiuti speciali, a carico del titolare del capannone, che potrebbe essere sentito per chiarire se fosse o meno a conoscenza del contenuto dei barili.

Il proprietario

Il proprietario del capannone, sentito dal Tgr Emilia-Romagna conferma questa ricostruzione: Quel materiale si trovava nel magazzino da alcuni anni e mi era stato affidato da un museo (quando gli stato chiesto a quale struttura si facesse riferimento ha preferito non specificare, ndr). Non c’ nulla di irregolare o da nascondere. Inoltre ha confidato di non aver dato a nessuno l’incarico di smaltire i bidoni con il loro contenuto.

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19 febbraio 2022 (modifica il 19 febbraio 2022 | 15:44)

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