Modena, viso asimmetrico: il sistema per la carta di identità non riconosce il volto

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Alla madre Lorenza, disabile, per ben due volte stato negato il rilascio della carta d’identit elettronica perch il software di riconoscimento facciale non riusciva a coglierne il volto. Cos Erika Borellini, 27 anni, caregiver e studentessa di ingegneria elettronica, originaria di Novi di Modena, non ha aspettato un minuto, e per far valere un diritto alla madre si messa direttamente in contatto con il ministero della Disabilit. La risposta le ha ridato speranza: Lorenza Tarasconi ora ha la sua carta d’identit elettronica. Una soluzione che potr semplificare la vita della famiglia, visto che il documento d la possibilit di identificare la persona in rete e permette di fruire dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni.

Il software non tiene conto della disabilit

Lorenza stata colpita da aneurisma cerebrale nel 2013. Da ormai 9 anni la figlia Erika le d assistenza e segue la madre quotidianamente. A inizio gennaio ha lasciato ai social un lungo sfogo. Oggi mi sono recata all’anagrafe del mio Comune, con i miei genitori, per rifare la carta di identit alla mia mamma, Lorenza, visto che ormai si era usurata rendendo la foto praticamente inesistente, essendo ancora in formato cartaceo. Procedura di normale routine direte voi. Non per chi ha certe disabilit – sottolinea Erika – Perch il software (o portale non ho ben capito) che viene utilizzato per fare la carta elettronica stato fatto da qualcuno che non tiene conto delle persone con disabilit che possono avere delle deformit, dei problemi di attenzione o altro. In altre parole se vuoi fare la carta d’identit digitale devi essere: simmetrico, sguardo dritto, zero ombre ed esattamente frontale, altrimenti la foto non viene accettata dal sistema e sei quindi costretto a fare quella cartacea senza cos poter ricevere i dati necessari per accedere ai portali come con la carta digitale. La madre, infatti, se ha la testa sollevata guarda di lato, se la testa rimane gi a 3 quarti lo sguardo centrato. Quella tecnologia che dovrebbe agevolare la vita dei pi, non ci riesce con tutti.

Pratica a domicilio

Erika si per battuta per far riconoscere a sua mamma il diritto universale a una carta d’identit. Prima ha scritto per avere assistenza ad Agid – l’agenzia per l’Italia digitale, che si occupa tra le altre cose di Spid, il sistema pubblico di identit digitale – e immediatamente dopo al ministero della Disabilit. La risposta stata rapidissima: un dipendente del Comune si recato presso l’abitazione di Lorenza e dagli uffici ha ultimato la pratica, come riporta il Resto del Carlino. La madre della 27enne ora ha il documento che cercava di ottenere da inizio gennaio.

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26 gennaio 2022 (modifica il 26 gennaio 2022 | 17:45)

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