Caos scuola, la maestra assessore: “Il vero problema? Classi sovraffollate”

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Giusy Lo Bianco analizza il delicato momento per il mondo scolastico dopo due anni di pandemia.

Dopo la protesta degli studenti dello Spedalieri contro la DAD, scoppiata ieri a Catania, interviene Giusy Lo Bianco, insegnante alla scuola primaria Marconi di Lentini e assessore alla Cultura del Comune di San Gregorio di Catania. “Sono d’accordo per una scuola in presenza così come dovrebbe essere e sicura e per tutti. Una scuola dove a ogni discente sia permesso di scoprire, conoscere, utilizzare e potenziare tutte le sue intelligenze e dare il meglio di sé in ogni contesto della vita – dice Giusi Lo Bianco – mi sarei aspettata una circolare dopo il primo lockdown dove si “obbligavano” i dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado a ridurre il numero degli alunni per classe. Almeno per tutte le classi prime della primaria e delle secondarie e per le prime sezioni di scuola dell’infanzia. Saremmo già partiti e nel giro di qualche anno e si sarebbe davvero verificato un cambiamento epocale – continua Lo Bianco – evidentemente non c’è stata e non c’è la volontà politica del Governo Nazionale”.

La DAD viene vista come soluzione “emergenziale”, ma non come “la soluzione” dopo due anni di emergenza sanitaria. “La DAD è stata utilissima da marzo a giugno 2020 e ha non solo permesso di mantenere un contatto con i nostri studenti in un momento di crisi storico anche se purtroppo non con tutti i nostri studenti, perché alcuni di loro non avevano la possibilità di uno strumento per collegarsi e di una connessione internet e, noi, insegnanti abbiamo fatto l’impossibile per raggiungere tutti anche solo tramite whatsapp.

Abbiamo sperimentato e imparato cose nuove che risultano utili e importanti tutt’ora e delle quali facciamo tesoro – continua Lo Bianco – non voglio assolutamente demonizzarla, anzi, la ringrazio per quello che ci ha permesso di fare due anni fa e per quello che ci permette di fare con gli alunni positivi e/o in quarantena. Ma oggi no, non può essere la soluzione. Bisogna assolutamente ridurre il numero degli studenti nelle classi. Sarebbe la vera riforma pedagogica di cui la scuola ha più bisogno. Madre di tutte le successive riforme”.

Le classi sovraffollate restano il vero problema da risolvere. “Il problema fondamentale restano le classi sovraffollate.  Alla luce dell’esperienza dello scorso anno, per evitare la confusione nevrotica su cui stiamo navigando tutti in questo momento, che era più che prevedibile, avrebbe avuto più senso preannunciare la DAD già il 20 dicembre, partire dal 7 e proseguire fino al 22 gennaio – aggiunge Lo Bianco – e, oggi, non la ritengo più una soluzione, nel 2020 lo è stata, oggi no. Oggi è espressione manifesta dell’ennesimo fallimento della Scuola Pubblica. Sarebbe servita a prender tempo fino al calo dei contagi e soprattutto ad evitare questa follia di gruppo che non fa bene a nessuno. Né ai sindaci, né ai Dirigenti Scolastici, né agli studenti, né alle famiglie”.

E sui “famigerati” banchi a rotelle? “Mai visti – afferma Giusi Lo Bianco – nelle nostre scuole, a San Gregorio, sono arrivati i banchi singoli corredati anche di sedia abbinata. Utili certamente per garantire il distanziamento  previsto dalle normative anti Covid e acquistati con dei finanziamenti destinati in parte alle scuole e in parte ai comuni (da destinare alle scuole) e, in sinergia con i Dirigenti Scolastici dei nostri Istituti Comprensivi, si è deciso cosa acquistare. Essendo provvisti solo di banchi biposto abbiamo optato per i banchi singoli con sedia abbinata, ma un modello senza rotelle perché ritenuto più adeguato insieme a tutti i prodotti per l’igiene e la sanificazione. I precedenti li abbiamo conservati con cura, certamente, se non a noi potranno servire a qualcuno in futuro. La pandemia non durerà per sempre”.

La protesta degli studenti dello Spedalieri contro la soluzione DAD viene vista in maniera positiva. “Non sono solo d’accordo con questi ragazzi, ma sono pure orgogliosa di questa bella gioventù che desidera tornare a scuola in tutta sicurezza – continua Lo Bianco – hanno tutto il diritto di frequentare in presenza una scuola sicura sono propositivi ed è certamente un valore aggiunto.  Cercano loro stessi soluzioni a un problema comune cercando di essere costruttivi”.

Dopo due anni in emergenza sanitaria la DAD non sembra più la soluzione “scuola” e i continui decreti di chiusura e riapertura Nazionali, Regionali e Comunali trovano un fronte comune di protesta tra docenti e studenti. Previste, in questi giorni, altre manifestazioni di studenti, docenti e personale tecnico/amministrativo scolastico che vogliono, attendono, risposte governative concrete e non approssimative.

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