Omicidio Luca Attanasio, il sindaco di Milano Sala incontra il padre dell’ambasciatore ucciso in Congo

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Sono giorni di commozione per la famiglia dell’ambasciatore Luca Attanasio, morto il 22 febbraio scorso in un attentato nella Repubblica Democratica del Congo assieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e e all’autista Mustapha Milambo. Un attentato su cui le indagini sono aperte e che ha ancora molte ombre. Perché se ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato l’onorificenza di Gran Croce d’Onore dell’Ordine della Stella d’Italia alla memoria dell’Ambasciatore Luca Attanasio, domani suo padre Salvatore sarà a Palazzo Marino, per un incontro con il sindaco di Milano Beppe Sala.

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Un incontro che nasce da un dispiacere. Lo scorso 7 dicembre Salvatore Attanasio aveva scritto una lettera a Repubblica per raccontare come si sarebbe aspettato un Ambrogino d’oro alla memoria per suo figlio. “Credo si tratti di una dimenticanza frutto della corta memoria che a volte hanno le istituzioni. Non chiedo medaglie per i nostri caduti, ma giustizia e verità su una vicenda che a distanza di quasi 10 mesi presenta ancora molti punti da chiarire. E questo è importante: la memoria delle istituzioni per quanto accaduto”. Ricordava, Attanasio padre, che il giovane ambasciatore ha vissuto fino al 2004 a Limbiate, in provincia di Milano, laurendosi in Bocconi dove si è laureato con massimo dei voti e lode. “Nella sua pur breve ma brillante carriera diplomatica ha onorato l’Italia in tutti i Paesi Esteri in cui ha operato. Per questo, per il suo altruismo, per la sua umanità, le istituzioni devono onorare la sua memoria e quella del carabiniere Iacovacci, sempre, senza indugio, finché non ci sarà giustizia”. Si era però capito che il nome di Attanasio non era stato proprio proposto da nessun partito per la massima onorificenza milanese, e un po’ tutti avevano fatto ammenda. Il sindaco, a quel punto, aveva chiamato il signor Attanasio, invitandolo a incontrarsi.

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Sarà quindi un altro momento di ricordo, dopo quello di ieri al Quirinale. Con il signor Salvatore c’erano anche la moglie dell’ambasciatore Zakia Seddiki, la figlia più grande Sofia, la sorella Maria. “Desidero, in questa sede, fare memoria dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso – insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo – nella Repubblica democratica del Congo. Un esempio di chi aveva messo la propria italianità a servizio della causa dell’umanità”, ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici d’Italia. “Il titolo di ambasciatore” per Luca Attanasio “mai come in questo caso è meritato, perchè davvero rimane un punto di riferimento emblematico per quanto riguarda il modo in cui si interpreta il ruolo della diplomazia, delle Istituzioni, dell’azione pubblica”.

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