È morto Michele Baccarani, allievo di Sante Tura e principe dell’ematologia

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Michele Baccarani

Si spento ieri all’et di 79 anni Michele Baccarani, il professore di Ematologia dell’Alma Mater che fu tra i massimi esperti al mondo di leucemia mieloide cronica. Se n’ andato poco pi di due mesi dopo Sante Tura, che fu il suo maestro e da cui prese in consegna la direzione dell’Istituto di Ematologia e scienze oncologiche Sergnoli del Sant’Orsola. Un grande ricercatore, un maestro, un appassionato come lo ricorda chi ha studiato e lavorato a contatto con lui. Il suo ultimo incarico nazionale fu nel 2014, su proposta dell’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la presidenza del comitato scientifico che nel 2014 bocci definitivamente il metodo Stamina.

L’Ematologia di Udine figlia mia

Mi sono laureato nel ’66 in patologia generale, dal giorno dopo ho cominciato a lavorare con il professor Tura sull’ematologia — raccontava lo stesso Baccarani quando nel 2012 lasci la cattedra e il Sant’Orsola per andare in pensione — Sono poi stato lontano diversi anni, prima a Trieste, una brutta parentesi, e poi a Udine, una parentesi invece bellissima tanto che sono ancora cittadino di quella citt. Stava nascendo una nuova facolt di Medicina e l ora c’ una delle pi belle Ematologie d’Italia, figlia mia, ci tengo. Nel 2000 torn a Bologna, quando Tura and in pensione, e assunse il ruolo di direttore del Sergnoli. La leucemia mieloide cronica fu la sua vera e autentica passione. Quando arrivai al Sergnoli — racconta Francesca Bonifazi, responsabile dei trapianti di midollo osseo al Sant’Orsola, colei che ha curato Sinisa Mihajlovic — il professor Tura mi affid a Baccarani che era allora a Udine. Fu lui a mandarmi in Germania per studiare la metodologia degli studi clinici ma quando tornai gli dissi che mi volevo occupare di trapianti. Gli devo tantissimo.

I progressi delle cure

Parlava con passione della leucemia mieloide cronica, una delle prime malattie tumorali per le quali stata introdotta una terapia intelligente che colpisce la lesione molecolare che la determina senza necessit di tagliare o di usare farmaci tossici. Quando ho cominciato a studiarla — raccontava — il 50% dei pazienti moriva in tre anni e il 95% in dieci, oggi a 10 anni il 90% vive e sta bene. Ovviamente tutto ci non merito mio. Bologna diventata un centro di riferimento per gli studi italiani, europei e internazionali. un pezzettino dell’ematologia che una bandiera nazionale. stato presidente della Societ italiana di ematologia, e di quel tipo di leucemia stato il pi grande esperto al mondo, assicura Bonifazi. Lui, come Tura prima, stato per un ematologo a 360 gradi, sapeva tutto — prosegue la sua allieva — le sue conoscenze non si limitavano alla patologia su cui faceva ricerca. Ed era anche un medico che conosceva tutta la medicina interna. Come il maestro Tura condivideva l’aver fatto i primi passi nella Patologia medica guidata dal luminare Domenico Campanacci a cui pi generazioni di medici devono un tributo di riconoscenza.

Un’umanit schietta

Ai suoi allievi ha insegnato un rigore metodologico straordinario, come ricorda ancora Francesca Bonifazi. Umanamente era una persona di grande calore, nel senso che si accalorava, magari litigava pure, ma poi ti chiedeva scusa — confida ancora l’allieva — era caloroso e appassionato. Quest’estate abbiamo lavorato assieme, nonostante non stesse gi bene, sul trapianto nella leucemia mieloide cronica. Aveva una curiosit che non l’ha mai mollato, mai. Devo davvero molto a lui, quando sono tornata dalla Germania gli chiesi di potermi occupare di trapianto, sul momento non era molto d’accordo ma poi mi lasci andare. Ricordo la sua umanit schietta, diretta, mai apatico. Un grande dottore, con una cultura medica enciclopedica. Raccontava che da giovane aveva studiato la Semeiotica, sapeva tutte le sindromi. stato un medico fino alla fine. Grazie Professore per tutto il lavoro svolto a sostegno dei pazienti, la sua esperienza tramandata ai medici oggi in prima linea, sar fondamentale per provare a sconfiggere anche questo tumore del sangue, il messaggio di Ail, l’associazione italiana contro le leucemie.

Siamo vicini alla nostra collega Claudia per la scomparsa del padre Michele Baccarani. Il direttore e la redazione esprimono il loro cordoglio alla famiglia. Il presidente di Rcs Edizioni Locali, Giuseppe Ferrauto, e l’amministratore delegato Alessandro Bompieri, unitamente ai dirigenti e ai dipendenti partecipano sentitamente al dolore di Claudia e della sua famiglia per la perdita del pap.

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21 dicembre 2021 (modifica il 21 dicembre 2021 | 07:45)

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