Bologna, la protesta contro il Passante di Mezzo: «Fermatevi»

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Il corteo con i manifestanti contro il Passante di Bologna (Guido Calamosca/LaPresse)

Erano almeno in trecento stamattina, sfidando il freddo e la nebbia, a protestare con pentole, tazze, mestoli e fischietti sul ponte di San Donato, a Bologna, contro la realizzazione del discusso Passante di mezzo. Nei giorni scorsi la giunta ha dato il suo ultimo ok alla delibera per il via ai lavori di allargamento di tangenziale e autostrada, assicurando, per voce del sindaco Matteo Lepore, l’inizio dei lavori nel 2022 e l’esecuzione di un progetto comunque attento alle questioni ambientali, con opere di mitigazione per ridurre il suo impatto sui possibili rischi per la salute delle persone. Fermatevi per il messaggio inviato dai manifestanti al consiglio comunale e alla giunta, ritenendo un controsenso, in epoca di grandi discussioni sulla questione climatica, la realizzazione del Passante e diffidando completamente proprio sul tema degli interventi di mitigazione, definiti piuttosto operazioni di vero e proprio greenwashing, cio di ambientalismo di facciata.

La protesta: Bloccare un’opera inutile e dannosa

Bisogna bloccare quest’opera inutile e dannosa rimarca Luca Tassinari, residente nei pressi del ponte dov’ andata in scena la rumorosa manifestazione e fra i principali esponenti dei comitati che si oppongono da anni al Passante. Non serve a niente -continua-, se non ad aumentare i disagi per la popolazione e le emissioni e a peggiorare la crisi climatica. Sarebbe meglio puntare su pi mobilit ciclabile e sul trasporto pubblico, disincentivando il traffico veicolare privato. Ma a proposito di traffico: per tutta la mattinata, quello su via San Donato, in particolare nelle vicinanze della chiesa di San Donnino, ha avuto diverse ripercussioni a causa della manifestazione, con un breve corteo sul ponte e gli accessi della tangenziale, all’uscita numero otto, inutilizzabili fino all’ora di pranzo circa. I numerosi mezzi e agenti di polizia municipale e questura di Bologna hanno comunque evitato ulteriori disagi, oltre che momenti di tensione, ma tutto filato liscio senza criticit di questo genere.

No alle bandiere di partito

Come richiesto dagli organizzatori, nessuno si presentato con bandiere di partito. Al massimo si visto qualche berretto di Legambiente, alcune bandiere No Tav e uno striscione firmato Potere al Popolo. Nel variegato gruppo di manifestanti, ad ogni modo, erano presenti esponenti politici di sinistra, comitati ambientalisti, collettivi studenteschi e diversi residenti della zona. Una di loro, prendendo la parola, visibilmente emozionata, oltre a ricordare il paradosso dei fine settimana col blocco del traffico in centro, ha aggiunto: Non si pu parlare di sviluppo e crescita trascinandosi dietro malattia e morte. Numerosi, infine, anche i riferimenti (pur senza mai citarla) alla vicesindaca Emily Clancy, per molto tempo al fianco dei no Passante prima dell’incarico a Palazzo D’Accursio, e allo stesso primo cittadino. Come si fa a chiamare Bologna la citt pi progressista di Italia e a definire quest’opera un simbolo di transizione ecologica? si chiede per esempio qualcuno durante il corteo, con un telone nero srotolato sul ponte, prima di concludere la protesta con un gruppo di giovani seduti davanti all’entrata della tangenziale al momento degli interventi finali al microfono. Il prossimo 27 dicembre ci sar un consiglio comunale straordinario sulla delibera di collocazione urbanistica del Passante, mentre a gennaio prevista la conferenza dei servizi. Anche se arriver il si definitivo -promette in chiusura uno dei manifestanti – noi saremo ancora qui in piazza a protestare.

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18 dicembre 2021 (modifica il 18 dicembre 2021 | 15:57)

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