“Non rimandatemi a casa”: il paradosso di Ghassan nel limbo di Guantanamo

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WASHINGTON – Troppo innocente per essere processato, ma troppo pericoloso per essere rilasciato. È il limbo in cui vive da ormai quasi vent’anni Ghassan Abdullah al-Sharbi, quando compare via video al Pentagono dalla prigione di Guantanamo per la Periodic Review Board, l’audizione per decidere il suo destino. Rispetto al passato, il procuratore aggiunge che “aveva aiutato José Padilla a cercare di ottenere una “dirty bomb” radiologica”, per fare strage a Chicago.

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