Coronavirus nel mondo: primo caso in Giappone

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La variante Omicron del coronavirus sequenziata per la prima volta in Sudafrica ha spinto diversi Paesi nel mondo a prendere contromisure, come la restrizione ai viaggi e le limitazioni alla vita sociale, per tentare di evitare una nuova ondata della pandemia. Non si hanno ancora dati certi sulla contagiosità e la pericolosità della variante: le informazioni arrivate finora dai medici che hanno avuto in cura i primi pazienti, cosi come dagli specialisti che per prima hanno individuato la nuova variante, parlano di sintomi lievi nei pazienti vaccinati. 

Primo caso in Giappone 

Il primo caso della variante Omicron del coronavirus è stato rilevato in Giappone: lo ha reso noto il capo di Gabinetto, Hirokazu Matsuno, in una conferenza stampa tenuta oggi, secondo quanto riporta la Cnn. Si tratta di un uomo sulla trentina arrivato a Tokyo dalla Namibia e risultato positivo all’aeroporto di Narita domenica. Il paziente è stato posto in quarantena in una struttura governativa e le persone con le quali è entrato in contatto sono state rintracciate. Matsuno ha aggiunto che il premier giapponese Fumio Kishida terrà una riunione di emergenza con i ministri su questo tema.

Da oggi, come annunciato ieri dal premier, il Paese blocca l’ingresso ai visitatori stranieri da tutto il mondo per combattere la diffusione di Omicron.

 

Oms: dalla variante Omicron “alto rischio” di ondate di infezioni 

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che la variante del coronavirus Omicron rappresenta un alto rischio di ondate di infezioni in tutto il mondo. La variante potrebbe portare a gravi conseguenze in alcune regioni, ha affermato lunedì l’organizzazione. Il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rinnovato la richiesta di una spinta globale per fornire vaccini alle nazioni più povere.

Il Covid-19 “non è finito con noi”, ha avvertito. La variante è stata rilevata in Sudafrica all’inizio di questo mese con prove iniziali che suggeriscono che ha un rischio di reinfezione più elevato. “Omicron ha un numero senza precedenti di mutazioni, alcune delle quali preoccupano per il loro potenziale impatto sulla traiettoria della pandemia”, ha affermato l’Oms. 

Scienziati di tutto il mondo stanno lavorando per scoprire se la nuova variante è associata a una maggiore trasmissione, rischio di reinfezione e come reagisce ai vaccini.

 

L’immunologo Paul Offit: “I vaccini ci difenderanno anche dalla Omicron. Il virus diventerà come un raffreddore ma ci vorranno anni”

di

Giuliano Aluffi

29 Novembre 2021

Negli Usa booster per tutti, dai 18 anni

Il Centers for Disease Control and Prevention americano ha raccomandato che che la terza dose di richiamo del vaccino venga fatta a tutti, dai 18 anni in su. “Il Cdc sta rafforzando la sua raccomandazione sulle dosi di richiamo del vaccino Covid19. Tutti i maggiori di 18 anni dovrebbero ricevere un’iniezione di richiamo 6 mesi dopo la loro serie iniziale Pfizer o Moderna o 2 mesi dopo il vaccino iniziale J&J”.

 

Pfizer chiederà alla Fda la terza dose anche per i 16-17enni 

Pfizer chiederà l’autorizzazione alla somministrazione della terza dose del suo vaccino anti-Covid per la fascia di età 16-17 anni, secondo la Cnn. Allo stato attuale negli Usa è prevista una terza dose di Pfizer sei mesi dopo la seconda solo dai 18 anni in su.

 

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