Saman Abbas, gruppo attiviste le dedica simbolicamente una strada nel milanese

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L’intitolazione della strada a Saman Abbas

Una via dedicata a Saman Abbas, affinch la sua azione non vada a finire nel dimenticatoio. con questo scopo che il 25 novembre scorso, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un gruppo di attiviste ha cambiato simbolicamente il nome di alcune vie di Cassina de’ Pecchi (comune dell’hinterland milanese), intitolandole a diverse donne morte per femminicidio, fra cui la diciottenne di Novellara (Reggio Emilia), che firm la sua condanna a morte dopo essersi opposta ad un matrimonio combinato. Rappresentare le donne nella nostra citt, intitolare loro vie, scuole, parchi – si legge sulla pagina Facebook di Donne Martesana – significa sia mantenere viva la memoria della loro azione nella societ ma soprattutto dare valore alle donne come persone, restituire loro la dignit di cittadine libere da qualsiasi pregiudizio culturale.

La vicenda

Saman Abbas viveva in una cascina a Novellara. La notte fra il 30 aprile e il 1 maggio scomparsa (leggi qui tutta la vicenda) dopo aver preso i suoi documenti che il padre Shabbar aveva nascosto in un armadio. Si era allontanata da casa perch non voleva accettare il matrimonio imposto dalla famiglia. Avrebbe dovuto sposarsi con un cugino pi grande di 11 anni. Ha detto di no e, cos facendo, rimasta vittima del kala kali, il nome che nel Punjab, la regione del Pakistan dalla quale proviene la sua famiglia, quella degli Abbas, viene dato al delitto d’onore, la punizione inflitta alle donne che si oppongono alle decisioni dei clan familiari. Ancora oggi, per, il suo corpo non stato trovato.

Le iniziative

Dopo i fatti, in alcuni comuni italiani, fra cui quello in cui risiedeva la giovane diciottenne, stata avanzata la proposta di intitolare una via a Saman. La stessa cosa avverr nei prossimi giorni a Cassina de’ Pecchi, ma prima della proposta formale, il gruppo Donne Martesana, in un blitz notturno, ha voluto cambiare simbolicamente il nome di alcune vie del comune dell’hinterland milanese, attaccando sui cartelli di toponomastica un adesivo con il nome di diverse donne vittime di femminicidio, fra cui quello di Saman Abbas. Si tratta di un gesto simbolico – scrivono le attiviste – che punta i riflettori sui nomi, le storie e le vite spezzate violentemente di Alessandra Cit, Trucazzano; Saman Abbas, Novellara; Valentina Faoro, Milano; Maria Paola Gaglione, Caivano; Gabriella Fabbiano, Cernusco sul Naviglio; Chiara Ugolini, Brescia; Viviana Caglioni, Bergamo; Charlotte Yapi Akassi, Pozzo d’Adda; Manuela Alves Rabacchi, Milano.

L’azione simbolica

Un’azione simbolica che ha un preciso significato. La scelta di rinominare le vie – spiega il gruppo Donne Martesana – anche un’anticipazione della richiesta che avanzeremo all’amministrazione di Cassina de’ Pecchi di rivedere la toponomastica affinch d’ora in poi le donne che hanno segnato la storia culturale e civica della nostra societ abbiano rappresentanza nelle strade e nei luoghi pubblici cittadini. Il blitz stato fatto proprio nel giorno della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il bersaglio altrettanto esplicito. La violenza contro le donne la manifestazione pi cruda e spietata di una cultura patriarcale largamente diffusa e radicata che relega le donne e le minoranze di genere in un ruolo di subalternit. Solo combattendo una cultura basata su una gerarchia di genere, si potranno un giorno anche sradicarne le declinazioni pi efferate.

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29 novembre 2021 (modifica il 29 novembre 2021 | 12:35)

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