Palermo, i soldi del gioco ‘investiti in una casa farmaceutica’

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L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul giro di scommesse illegali

PALERMO – Salvatore Cinà voleva cambiare vita. Si era stancato di gestire il giro di scommesse illegali per cui pochi giorni fa è finito in carcere. Vedeva il suo futuro impegnato in un settore totalmente diverso. Avrebbe così investito un’ingente somma di denaro nella “Brunifarma research srl”, una casa farmaceutica con sede a Santa Flavia, in provincia di Palermo.

Cinà è stato arrestato nell’ultimo blitz della squadra mobile. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo lo piazza fra gli organizzatori del giro di scommesse illegali attraverso alcune piattaforme on-line. Dagli accertamenti bancari sono venuti fuori una serie di bonifici mensili ricevuti da Cina fra il 2013 è il 2017 per un totale di 175.000 euro. Sono soldi pagati dalla Brunifarma dietro la presentazione di fatture per “prestazioni non meglio identificate”. Da qui l’esigenza degli investigatori di approfondire la questione. Una chiave di lettura l’hanno offerta le intercettazioni telefoniche. Cinà discuteva con un dipendente della casa farmaceutica. Quest’ultimo faceva riferimento a conteggi di denaro: “… 350 mi segui… lui in questo momento non te li può dire dare mi segui”. Secondo l’accusa, stavano parlando del capitale investito da Cinà nella società e che non gli era stato ancora restituito.

Cinà sperava davvero di cambiare vita

Cinà sperava davvero di cambiare vita: “… per me fondamentalmente… la cosa più grossa che ho fatto… il mese prossimo incominciamo a bussare… non è successo e io continuo a fare questo lavoro di qua”. Niente, era stato costretto a continuare ad occuparsi del giro di scommesse. Un giro milionario.

Gli investigatori hanno pochi dubbi: i soldi investiti nella casa farmaceutica provenivano dalla raccolta illegale del gioco. Una conferma giungerebbe dalle intercettazioni ambientali. Il 12 settembre 2017 Rosario Calascibetta, pure lui finito in carcere e pure lui considerato un master delle scommesse, consegnava a Cinà 25.000 in contanti, divisi in mazzette e subito conservati in una piccola cassaforte bianca nel cassetto della scrivania. All’indomani la scena si è ripetuta. Un uomo è stato immortalato mentre consegnava a Cinà 12.800 euro. Dopo qualche minuto Cina ha telefonato al dipendente della casa farmaceutica per dargli un appuntamento al panificio. Ha raccolto il denaro, lo ha messo dentro una busta di plastica ed è andato all’appuntamento. E ora è indagato anche per autoriciclaggio.

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