Elezioni in Cile, si va al ballottaggio Kast-Boric: l’uomo dell’ultradestra parte in vantaggio nel voto del 19 dicembre

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Il verdetto è quello atteso: il 19 dicembre saranno Josè Antonio Kast e Gabriel Boric a sfidarsi nel ballottagio per l’elezione del presidente della repubblica. Quando è stato scrutinato il 93,86% delle schede, il candidato di ultradestra José Antonio Kast è in testa con il 27,99% dei consensi davanti al candidato della sinistra, Gabriel Boric che ha ottenuto il  (25,67%. Altri cinque candidati seguono con risultati molto inferiori. La successione al presidente uscente Sebastian Piñera sarà quindi risolta al ballottaggio del 19 dicembre prossimo.

Cile al voto per le presidenziali: il leader della nuova sinistra contro l’estrema destra nostalgica di Pinochet

di

Daniele Mastrogiacomo

21 Novembre 2021

L’estrema divisione dell’elettorato e la profonda distanza tra i due fronti principali della contesa hanno spinto il presidente Sebastian Pinera a rivolgere un appello accorato ai due contendenti: “Voglio chiedervi dal profondo del cuore di cercare le vie della pace e della non violenza – ha detto il presidente del Cile, commentando i risultati del primo turno – , della responsabilità e non del populismo, della moderazione e non della polarizzazione”.

Salutando i sostenitori, Kast ha ribadito la sua linea dura, proponendosi come l’alfiere di un modello di Cile “nemico della corruzione del narcotraffico e della violenza”. Se sarò eletto presidente, ha assicurato, “ci sarà un Paese tranquillo e sicuro, con uno Stato al minimo e meno tasse, garante di libertà e democrazia, libero dal comunismo”. Perché, ha enfatizzato, “non vogliamo né essere Cuba né il Venezuela”. Nel discorso il leader del Partido Republicano non ha esitato ad attaccare il suo sfidante, accusandolo di avere in programma di “indultare i delinquenti”.

Prendendo la parola nel suo quartier generale, Gabriel Boric ha detto invece che “gli elettori ci hanno dato un incarico tremendo: quello d guidare una sfida per la libertà e la democrazia”. Alludendo al fatto che mai nella storia dei ballottaggi presidenziali in Cile un candidato partito da secondo è riuscito a entrare nella Moneda, il candidato di “Apruebo Dignidad” ha sottolineato che “non è la prima volta che partiamo da dietro”, e “lo abbiamo fatto con successo nelle battaglie sociali di questi anni”. Già da domani, ha concluso, “partiremo con una grande crociata per una speranza che batta la paura, comunicando a tutti gli indecisi che votando per noi sceglieranno un Cile diverso e più giusto”.

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