La prima voce della Data Valley, il maxi calcolatore del Centro meteo europeo

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Atos BullSequana XH2000 (LaPresse)

Nella pancia del Tecnopolo, dove marted stato inaugurato il nuovo data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine(Ecmwf), ci sono centinaia di lucette verdi che non si spengono mai e un ronzio ovattato e persistente attorno a corridoi scanditi da torri nere. Sono i primi vagiti di Atos BullSequana XH2000, nome completo del supercomputerche ha iniziato a muovere tonnellate di dati meteo all’incredibile velocit di 2.408 giga al secondo. Un po’ come se il cellulare che abbiamo in tasca immagazzinasse, a ogni tic di lancetta, 1,5 milioni di foto in alta risoluzione. Una vertigine sono a pensarci.

Oltre 1500 persone troveranno impiego

l’abisso dei Big Data, le grandi masse di dati che Bologna aspira a trasformare in una specialit locale, un po’ come i tortellini o le Torri. Virtuale che si fa reale, in termini economici e occupazionali: a Tecnopolo completato si stima che troveranno impiego 1.500 persone tra ricercatori, tecnici e addetti. Per adesso si parte con 25 persone, che diventeranno 50 quando il centro dati meteo entrer a pieno regime in primavera. Cio quando i due emisferi di questo gigantesco cervellone dei dati meteorologici, uno ancora a Reading in Gran Bretagna e l’altro appena acceso a Bologna, si ricongiungeranno fisicamente in via Stalingrado. Nell’ex manifattura tabacchi riqualificata, dove all’interno il supercomputer sposta gi dati e all’esterno le ruspe movimentano ancora terra e cemento in attesa di finire i lavori. Abbiamo lavorato tutti insieme nella stessa direzione e ci abbiamo creduto. Era il luogo pi buio di Bologna, ve lo ricordate? Ed diventato il pi luminoso. Ma questo niente rispetto a quello che verr. Qui nasce un pezzo della nuova economia. Il meglio deve ancora arrivare, promette il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi prima del rituale taglio del nastro.

Obiettivo ambizioso

Non un giorno di falsa modestia per chi ha lavorato con l’obiettivo di riempire di tecnologia e futuro quello che da anni era un buco di degrado post industriale. Abbiamo fatto un capolavoro, non a caso il premier Draghi venuto qui per la prima uscita nel Paese dopo essere andato a omaggiare le vittime del Covid a Bergamo, rivendica il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Qui succede una cosa che sta all’altezza di una sfida che ci riguarda tutti — aggiunge — ed dentro la transizione sia ecologica che digitale, perch insieme al Centro meteo europeo arriver anche il supercomputer Leonardo, tra i primi dieci al mondo, oltre ad altri hub scientifici e di ricerca. Il primo pezzo del puzzle di iper-tecnologia che riempir il Tecnopolo, intanto, ha un obiettivo ambizioso. Affrontare l’impatto critico delle condizioni meteorologiche avverse e dei cambiamenti climatici, dice la direttrice generale di Ecmwf, Florence Rabier. Perch con le sue 42 tonnellate e una potenza di calcolo quasi quintuplicata rispetto al suo predecessore britannico, il supercomputer bolognese del Centro meteo europeo potr predire fenomeni estremi, come una bomba d’acqua o una tromba marina. Informazioni chiave per i servizi meteo nazionali per far scattare allerte mirate e misure che possano evitare tragedie. I Big Data, insomma, potranno anche salvare delle vite. Questo centro riafferma la lunga tradizione di partnership scientifiche internazionali del nostro Paese. Ci permetter di prevedere dei disastri, affrontare la crisi climatica e il peggioramento dei fenomeni. La grande sfida di oggi affrontare la realt di un pianeta che cambia, dice il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, venuto a garantire l’impegno della Farnesina nel sostegno a iniziative come questa.

I due stanzoni

In fondo a un lungo corridoio illuminato di bianco, protetto da una parete rosso Bologna e da porte automatiche con codici di accesso riservati, il supercomputer occuper due stanzoni. Nel primo le torri nere piene di cavi e processori, raffreddati soprattutto a liquido, sono gi in fase di collaudo. Il secondo stanzone, ancora semivuoto, aspetta il trasloco dell’eredit fisica del centro dati di Reading: dalla Gran Bretagna arriveranno anche 50.000 cartucce a nastro del vecchio sistema di trattamento dei dati. Il contratto siglato nel dicembre 2019 dal Centro meteo europeo con Atos, multinazionale informatica francese che produce questi titani del digitale, vale 80 milioni di euro in quattro anni.

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15 settembre 2021 (modifica il 15 settembre 2021 | 07:33)

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